Dentro Strehler c’è questo rovello, fatto di ritorni continui sulle cose già dette e rappresentate e che bisogna dire e rappresentare meglio, i colloqui-meditazione con i fantasmi degli spettacoli da fare, la nevrosi dissociante, tipica d’ogni autentico uomo d’immaginazione, fra l’atto fantastico e l’atto vissuto, cioè fra il Teatro e il Mondo…
Bertolt Brecht
Bertolt Brecht e Roland Barthes
Spazio e coscienza dell’Adesso: “Nella contraddizione stanno le nostre speranze”
«Nell’ordine brechtiano non c’è eredità se non invertita: morto il figlio, la madre lo ricomincia, lo continua, come se fosse lei il giovane germoglio, la nuova foglia chiamata ad aprirsi. Così questo vecchio tema del ricambio, che ha alimentato tanti drammi eroico-borghesi, non ha più alcun contenuto antropologico»
Domani, e poi domani, e poi domani… Non c’è scampo per l’Intelligenza Artificiale!
La Scena come atto-evento.
Attori e Registi ai nastri di partenza.
L’attore esausto, il corpo patetico, l’eterna ripetizione: disalienazione e formazione storica.
Il regista argonauta.
Epigonalità: un dramma borghese.
Abbandonare la centralità della Scena: Io-non Io.
Possiamo davvero dirci artisti?
Attori e Registi ai nastri di partenza.
L’attore esausto, il corpo patetico, l’eterna ripetizione: disalienazione e formazione storica.
Il regista argonauta.
Epigonalità: un dramma borghese.
Abbandonare la centralità della Scena: Io-non Io.
Possiamo davvero dirci artisti?
Il regista argonauta e l’attore esausto discutono e “patteggiano” la volontà di “rappresentare”: che cosa?

