SCAENARUM

Perché non possiamo dirci artisti

Primato dell’arte critica: Thomas Mann, Samuel Beckett, Martin Heidegger

Forse nessuno, oggi, volendo esibire nella scrittura o sulla scena una sua ipotetica visione del mondo, si azzarderebbe a proporre un Personaggio-Uomo provvisto di un fondamento pieno e sistematico, il “Tutto organico e concluso” che Nietzsche celebrava nel Caso Wagner (1888); prevarrebbe di contro l’individuo de-storificato, debole e parcellizzato, il Viandante che rincorre luoghi di spaesamento, di...
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"PAROLE MIE CHE PER LO MONDO SIETE" / PROGETTO DANTE ALIGHIERI 2020-2021 Futuro Fossile, ovvero la scadenza dell'eterno. Rita Corsa intervista Alberto Soi 2019: l’anno di Giaime Pintor. Carlo Rafele a colloquio con Simona Loddo Carmelo Bene Il principe cestinato Anno 1976 La sfida al teatro contemporaneo Jean-Luc Godard: «Jean-Marie Le Pen chiese la mia espulsione dal territorio francese» Roberto De Monticelli e l'identità del critico teatrale Il filosofo e il calciatore Per una tregua del caso Heidegger Nanni Moretti e l’età della Krisis Bertolt Brecht e Roland Barthes L’importante è sapere invecchiare bene: Orson Welles

Essentialĭtas

Shakespeare secondo John Middleton Murry (e un ignoto traduttore italiano)

Se cercate una formula flash che in sole quattro righe – pardon, quattro versi – possa svelare o compendiare l’epopea miracolosa del poeta drammaturgo di Stratford-upon-Avon – di cui abbiamo celebrato il 6 aprile i presunti 400 anni dal giorno della morte – occorre rovistare tra le pieghe di un Sonetto scritto intorno alla metà…

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