Drammaturgia

2019: l’anno di Giaime Pintor. Carlo Rafele a colloquio con Simona Loddo

GIAIME PINTOR: UNA GIOVINEZZA PALLIDA E FURENTE  Radiodramma in sei puntate di Carlo Rafele Martedì 30 Aprile  2019 prende il via una biografia sceneggiata dell’intellettuale antifascista a cento anni dalla nascita. Una produzione della sede regionale Rai Sardegna. Simona Loddo: Carlo Rafele, sei l’autore di una drammaturgia radiofonica dedicata a Giaime Pintor, a cento anni…

“Casa d’altri”, Silvio D’Arzo, il racconto perfetto, la regola del Dio inutile

«Fu una sera. Sul finire d’ottobre. Me ne venivo giù dalle torbe di monte. Né contento né triste: così. Senza nemmeno un pensiero. Era tardi, era freddo, ero ancora per strada: dovevo scendere a casa, ecco tutto. L’ombra proprio non era ancor scesa (…)
Solo allora, giù in fondo al canale che scorreva un venti metri di sotto, china a lavar biancheria o stracci vecchi o budella o qualcosa di simile, vidi una donna un po’ più vecchia di me. Sulla sessantina, sapete.
In mezzo a tutto quel silenzio e a quel freddo e a quel livido e a quell’immobilità un poco tragica, l’unica cosa viva era lei. Si chinava, e mi pare anche a fatica, affondava gli stracci nell’acqua, li torceva e sbatteva su un sasso; poi li affondava, torceva e sbatteva, e via ancora così. Né lentamente né in fretta, e senza mai alzare la testa…»

Glenn Gould Itinerarium Mentis

Non suonare la Nota, pensala soltanto! «C’è uno svitato negli studi di registrazione della Columbia  ma tutti dicono che è assolutamente fantastico: si chiama Glenn Gould!». Inizia così l’ascesa irresistibile di un ragazzo di 23 anni che non voleva nemmeno farsi chiamare pianista, che suonava Bach con un’ampiezza sonora e una forza espressiva così dirompenti da…

Shakespeare secondo John Middleton Murry (e un ignoto traduttore italiano)

«Tutto per Shakespeare s’era fatto semplice. La sua intensa aspettazione del tremulo palpito della primavera, il suo desiderio dell’avvento d’una umanità nuova, non erano che una “sensazione” unica. Non pensiero, non sentimento, ma esperienza: quella “sensazione spirituale” che è l’Immaginazione. Era per lui così naturale, che poteva parlar dei misteri con la medesima semplicità con cui parlava dei fiori. Costituivano per lui un identico mistero»

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