John Middleton Murry

Shakespeare secondo John Middleton Murry (e un ignoto traduttore italiano)

«Tutto per Shakespeare s’era fatto semplice. La sua intensa aspettazione del tremulo palpito della primavera, il suo desiderio dell’avvento d’una umanità nuova, non erano che una “sensazione” unica. Non pensiero, non sentimento, ma esperienza: quella “sensazione spirituale” che è l’Immaginazione. Era per lui così naturale, che poteva parlar dei misteri con la medesima semplicità con cui parlava dei fiori. Costituivano per lui un identico mistero»

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